Candeline e kalashnikov

20 gli anni di guerra; 2 milioni le vittime del conflitto; 7 milioni i dispersi; 9 gennaio la data in cui si è tenuto il referendum che ha deciso le sorti del nuovo Paese; 99 la percentuale di votanti favorevoli alla secessione; 10 milioni gli abitanti della neo-Repubblica del Sudan del Sud; 400 le ragazze diplomate alla scuola superiore; 84 la percentuale di analfabetismo fra le donne; 75 la percentuale di risorse petrolifere acquisite dal nuovo Stato; 7500 il numero di caschi blu che saranno inviati per mantenere/costruire la pace.

E’ nato il Sudan del Sud.

Fotografie by ©Pete Muller

#1 Una scuola a Khorfulus, nella regione Jonglei, è stata attrezzata per ospitare i rifugiati in fuga dagli scontri tra i ribelli dell’ex generale George Athor e i militari. Dopo aver perso le elezioni per il governo della regione, Athor ha organizzato una rivolta contro l’esercito del Sud Sudan. La popolazione che si trova nell’area degli scontri non ha accesso a servizi basilari come assistenza sanitaria e acqua potabile.

#2 Piot Parok Ngogo, capo di una tribù Dinka, fotografato a Khorfulus, Jonglei, Sud Sudan. Dopo aver perso le elezioni per il governo della regione, l’ex generale George Athor ha organizzato una rivolta contro l’esercito del Sud Sudan.

#3 Un giovane bovaro della tribù Dinka Rek posa per un ritratto in un villaggio della contea Wunlit, al confine tra due regioni del Sud Sudan, dove il furto di bestiame è comune. Si è decorato il viso con cenere di sterco di mucca, che viene bruciato durante la notte per tenere lontane le zanzare. È uso comune coprirsi il volto con la cenere durante il rituale di pulizia dei capi di bestiame che viene effettuato ogni mattina.

#4 Una sopravvissuta ai massacri dei ribelli allatta il suo bambino a Fangak, Sud Sudan: la sua casa è stata distrutta in seguito all’esplosione di una granata. L’attacco effettuato a febbraio dai gruppi ribelli, capeggiati dall’ex generale George Athor, ha ucciso 241 persone, molte delle quali civili.

#5 Un giovane bovaro della tribù Dinka Rek posa per un ritratto in un villaggio della contea Wunlit, al confine tra due regioni del Sud Sudan, dove il furto di bestiame è comune. Quest’uomo, insieme ad altri, il 22 aprile ha reagito violentemente a un furto di mucche da parte di una tribù vicina: tre persone sono morte e molte altre sono state gravemente ferite.

#6 Una ragazza della tribù Dinka Rek posa per un ritratto in un accampamento di allevatori nella contea Wunlit, Sud Sudan. Sono poche le donne che fanno parte dei gruppi che seguono le mucche, perché i frequenti furti di bestiame costringono a scontri violenti. Il ruolo delle mucche nelle società pastorali è fondamentale: vengono usate come doti, moneta corrente e sono alla base dello stato sociale. La protezione dai furti di bestiame è il principale problema di sicurezza che dovrà affrontare il neonato Sud Sudan.

#7 Tre bovaro della tribù Dinka Rek posa per un ritratto in un villaggio della contea Wunlit, al confine tra due regioni del Sud Sudan, dove il furto di bestiame è comune. Questa piccola tribù di allevatori si è radunata intorno all’unico fiume della zona risparmiato dalla siccità di questo periodo: quando il bestiame viene radunato vicino alle scarse fonti d’acqua, i furti aumentano. La mandria dei Dinka Rek è protetta da centinaia di giovani armati.

#8 Un giovane bovaro della tribù Dinka Rek posa per un ritratto in un villaggio della contea Wunlit, al confine tra due regioni del Sud Sudan, dove il furto di bestiame è comune. Regge un fucile d’assalto AK 47, arma comune nella zona: i bovari più giovani, come lui, hanno spesso l’unico compito di difendere i capi di bestiame dai raid delle tribù rivali.

#9 Deng Choul Padol, capo di una tribù Dinka, fotografato a Khorfulus, Jonglei, Sud Sudan. Dopo aver perso le elezioni per il governo della regione, l’ex generale George Athor ha organizzato una rivolta contro l’esercito del Sud Sudan.

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